domenica 1 agosto 2010

Trottolino amoroso




Dudù da-da-da...
così cantavano il saggio e navigato Amedeo Minghi e una giovanissima ed inesperta Mietta,a celebrare un amore così forte e così indissolubile da poter essere paragonato ad un gattino annaffiato(???) che miagolerà.
Non si deve dimenticare che si chiederanno come mai il cielo sappia tutto di loro,e che si vedrà,è fuor di dubbio,la guerra stellare che ne verrà.
Un amore così assoluto,così carico di significato,da rendere i 2 soggetti conturbati da cotanto sentimento talmente rincoglioniti da non riuscire nemmeno ad esprimersi premurandosi di connettere(prima) il cervello.
Qualcuno più rincoglionito di loro(Baudo?) ha premesso a Minghi e a Mietta di presentare questa canzone al Festival di Sanremo nel lontano 1990,e qualcuno di altrettanto rincoglionito(i giurati) ha permesso al pezzo di classificarsi al terzo posto.
L'amore è rincoglionente per tutti insomma,non ci sono cazzi.
Alla pari dell'alcool,della droga,delle puzzette troppo cariche di Pathos,dei rutti emessi dopo aver mangiato almeno mezzo chilo di sardee in saòr.
Un amore così assoluto,così totalizzante e così hitleriano nella sua sostanza da poter dare il potere di pronunciare le espressioni "Trottolino amoroso" e "Dudù-dà-dà-dà" nella stessa frase(senza vergognarsi),ma al contempo capace di poter causare una guerra stellare di proporzioni interplanetarie,come nella miglior tradizione Starwars-tesca.
Ma forse è giusto così...è la nostra natura.
Effimeri esseri privi di qualsiasi fondamenta,creature autodistruttive e nichiliste,soggetti votati al nulla cosmico.
Probabilmente l'amore,o ciò che il nostro cervello interpreta come tale,è proprio ciò che ci separa dall'oblìo,il sale delle nostre vite,l'unico barlume di significato ai decenni che trascorriamo su questo pianeta.
Senza amore saremmo il niente,saremmo un cumulo di ossa,carne e sangue dotati di capacità deambulatorie,nulla più.
Ma l'amore,come tutte le linee di confine,è una zona minata e pericolosa.
La linea che delimita l'essenza dalla negazione,il tutto dal nulla,il significato dall'insensatezza,la vita dalla morte.
Visto così l'amore sembra un qualcosa di troppo filosofico ed incomprensibile,di troppo importante ed assoluto per essere vissuto con naturalezza ed umanità.
Ecco come,in fondo in fondo,il 'gattino annaffiato' e il 'trottolino amoroso' musicati da Minghi e Mietta assumono un senso compiuto,un rincoglionente ma assolutamente comprensibile significato nazional-popolare.

E noi,nel frattempo,continuaremo a "sbatterci la testa,sempre là,ancora un altro po',e poi...ancora non lo so."

Nessun commento:

Posta un commento